
Ciao, sono Em.
L’incontro con le Sfere ha rivoluzionato la mia vita portandola a livelli che mai avrei immaginato. Ha risolto problemi che mi portavo sin da bambino e sviluppato abilità che non avrei neanche sognato.
L’inizio (alle feste underground)
Tutto cominciò a Londra nel 1996, dove vivevo già da due anni lavorando come insegnante di italiano. Una persona speciale, Dimitri Ogden, mi diede due sue Sfere e mi disse “Metti musica rilassante e giocaci venti minuti prima di andare a letto, vedrai che dormirai meglio”.
L’insonnia l’avevo dagli otto anni, sia per una mente frenetica che non ero capace di fermare, sia per una segheria sotto la mia finestra che mi teneva sveglio dalle quattro del mattino.
In quel periodo a Londra si tenevano le più belle feste del pianeta, musica intensa, trascinante, che mi faceva ballare sino all’alba. Fu a queste feste strepitose che incontrai per la prima volta le Sfere. Trovai fantastico che diversi ragazzi e ragazze, come una tribù, se le portassero per giocarci a tempo di musica, sia con l’ambient, nelle sale chillout, su cuscini e materassi, sia con la techno martellante nelle sale grandi. Amando come loro quella nuova musica che proprio in quegli anni stava nascendo, iniziai a frequentarli. Avrei avuto quindi la possibilità di provarle, ma la mia abitudine a vedermi in un certo modo mi impediva di farne esperienza, la mente mi diceva “Bellissime, ma non fanno per te”.
Fu solo un anno dopo, disperato per l’insonnia ingestibile con rimedi naturali, che mi decisi. Ho sempre cercato di evitare sonniferi e tranquillanti cercando di imparare tecniche di rilassamento, meditazione e yoga per cui quando Dimitri mi diede le Sfere descrivendomi i benefici che avrebbero apportato al mio sonno e alla riduzione di tensioni e stress pensai “Ho provato di tutto posso anche provare le Sfere”.
In effetti fin dai primi giorni il sonno migliorò e iniziai a praticare regolarmente, perché vedevo i miglioramenti. Non solo mi rilassava, allentando blocchi e rigidità, ma mi sentivo ravvivato e riequilibrato. Era come se quel fluire delle Sfere sulle mani stimolasse e rimettesse in circolo tutto il mio sistema.
Usarle creava una condizione che apprezzavo moltissimo, in cui la mente non faceva più da padrona, non era più al centro di tutto. Anzi molto spesso era come se venisse zittita, donandomi serenità durante il giorno e riposo rigenerante la notte.
Gioco e benessere
Ma un aspetto molto importante, era l’elemento gioco… mi divertivo moltissimo!
Cercavo di imitare quello che vedevo fare ai miei amici, eseguendo i giochi con le sfere a tempo di musica, in un atmosfera di massima sperimentazione ed espressione. Tutto era possibile, non esistevano regole, l’unico limite era l’immaginazione.
Ho riscoperto il mio corpo, che finalmente “esisteva”, non più relegato a trasportatore dei pensieri ma rivalutato e apprezzato, ho iniziato a prestare attenzione ai suoi messaggi e ad averne cura. E non soltanto il corpo riceveva il suo giusto valore, ma giorno dopo giorno migliorava anche il mondo interiore.
I giochi con le sfere affinavano sempre più la fluidità, il controllo dei movimenti, la concentrazione, e mi accorsi presto che queste abilità le ritrovavo in altri aspetti della mia vita: si stavano trasferendo, per esempio, con mia immensa gioia, alla gestione delle emozioni.
Workshops e performances
Quel pensiero, che era comparso sin dai primi giorni “Se ha fatto bene a me a quante altre persone potrebbe fare bene?” diventò sempre più presente nella mia vita, sempre più forte e trainante, fino a manifestarsi come una missione.
Sentivo sempre più che era mio dovere divulgare i benefici delle Sfere.
Così dopo solo un anno che praticavo avevo già un entusiasmo invincibile e divenne naturale con Dimitri ed altri organizzare juggling workshop che ci rispecchiassero, diversi da quelli già presenti a Londra, più simili a una festa, con quella musica che seguivamo nei locali underground, ottenendo in poco tempo insperati successi. La forza dei nostri workshop era un ambiente super creativo e accogliente in cui ci si poteva sentire sempre a proprio agio, liberi di esprimersi e sperimentare, di allenarsi e imparare, di sedersi e chiacchierare.
I workshop furono un’ulteriore spinta a impegnarmi sempre più, a potenziare gli allenamenti e a fare tutto con metodo.
Mi diedero anche visibilità e presto iniziarono ad arrivarmi le prime richieste di performance con le Sfere.
Il mio primo costume “The Wizard”
Il personaggio preferito “The Blue Man”
L’anno seguente decisi di abbandonare l’insegnamento dell’italiano, per concentrarmi sulla mia nuova passione diventata oramai fonte di reddito.
Riuscivo infatti a lavorare regolarmente nei locali come performer, ed aumentavano le richieste di workshop in diversi contesti come scuole e festival.
Eravamo capaci di trasformare qualsiasi ambiente, anche un tendone vuoto e freddo in un luogo vivo e colorato, dove divertirsi imparando, adatto a tutte le età.
Nuova vita
A tre anni dal mio incontro con le sfere, lavoravo con agenzie che mi procuravano ingaggi in contesti nei quali non avrei mai potuto avere accesso normalmente (ad esempio Kensington Palace a una festa di compleanno di principi), e accadevano spesso cose interessanti come quando la famosa attrice Helena Bonham Carter m’invitò ad esibirmi alla sua festa di compleanno.
Con Dimitri ed altri amici, incoraggiati dai successi, pensammo ad un’ulteriore svolta, e creammo The Drome Juggling Workshop a London Bridge, con diverse sale, DJ e sound system, che a cadenza settimanale diventò un punto di riferimento con centinaia di partecipanti, un evento senza precedenti nella scena londinese.
Un altro aspetto significativo della mia nuova vita furono i viaggi e anche in questo caso grazie alle Sfere mi ritrovavo in posti incredibili.
In Giappone rimasi sei mesi. A Kyoto, dopo un articolo sul giornale più letto della città mi fermavano per la strada chiedendomi l’autografo.


In una galleria d’arte tenevo spettacoli e workshop e in varie occasioni e contesti mi esibivo con musicisti del posto. Feci delle performance anche all’Osaka Dome per la Coppa del Mondo di calcio.
Posso certamente affermare che il Giappone è il luogo dove ho avuto più riconoscimenti, come artista e non solo, perché la mia arte veniva considerata una forma di meditazione. In perfetta sintonia con la cultura del luogo, la mia abilità suscitava interesse ed apprezzamento, fino a farmi guadagnare il non comune appellativo di Sensei (maestro)!
Oggi
Sto preparando un nuovo spettacolo e un corso online che sarà presto a disposizione nel sito.
Il meglio di quasi 30 anni sperimentando e insegnando i benefici delle Sfere.